“ANSIA DA MATEMATICA” | Perché è così diffusa?
Studiare matematica non deve far paura: il problema è spesso il metodo
Molti studenti provano angoscia, frustrazione o addirittura paura quando si avvicinano alla matematica. Queste emozioni non nascono perché la matematica è “difficile per natura”, ma più spesso perché si affronta lo studio della materia con un approccio sbagliato.
Quando si arriva a sviluppare un vero e proprio rifiuto verso la matematica — in alcuni casi con reazioni emotive molto forti — è un segnale chiaro che qualcosa non sta funzionando nel metodo di apprendimento. E purtroppo, la causa più probabile è anche la più sottovalutata: il modo in cui si insegna e si studia.
Due modi di apprendere la matematica: strumentale vs relazionale
Uno studio fondamentale per la didattica della matematica (firmato da Richard Skemp) distingue due tipi di approccio:
❌ Comprensione Strumentale (approccio scorretto)
Questo tipo di apprendimento si basa sul memorizzare regole e applicarle senza comprenderle davvero. L’obiettivo è arrivare al risultato nel modo più rapido possibile, anche attraverso scorciatoie, trucchi o “formule magiche” trovate spesso sui social.
«So che devo fare così, ma non so perché.»
È un approccio meccanico, che premia la velocità e non la comprensione. Funziona (forse) nel breve termine, ma non regge nel tempo.
✅ Comprensione Relazionale (approccio corretto)
In questo caso si costruisce una rete di concetti collegati tra loro, che permette allo studente di orientarsi e adattarsi a problemi nuovi. L’attenzione è posta sul perché delle cose, non solo sul “come si fa”.
«So cosa sto facendo e perché funziona.»
Questo approccio sviluppa il pensiero logico, l’autonomia e soprattutto la capacità di risolvere problemi — una delle competenze chiave delle STEM.
Le conseguenze dell’approccio strumentale
Quando si studia matematica in modo puramente strumentale, si incontrano inevitabilmente alcune difficoltà gravi, spesso fonte di stress:
- Se si sbaglia un passaggio, ci si blocca e non si sa come tornare indietro.
- Richiede una memorizzazione eccessiva di regole e formule, spesso insostenibile nel tempo.
- Non aiuta a risolvere problemi nuovi, anche se riguardano lo stesso argomento.
- La capacità di problem solving resta debole o assente.
- La frustrazione aumenta quando ci si trova davanti a esercizi mai visti prima.
Perché questo metodo crea ansia?
Un approccio che si basa solo su “regole da applicare” non lascia spazio all’autocorrezione. Se dimentico la regola, non so più come procedere. Questo genera:
- Ansia da prestazione, perché tutto dipende dalla memoria a breve termine.
- Frustrazione, perché non c’è gratificazione nell’apprendimento.
- Insicurezza, perché ogni errore diventa un ostacolo insormontabile.
Al contrario, quando si costruisce una comprensione profonda e relazionale, si sviluppano fiducia, autonomia e la soddisfazione di “aver capito davvero”.
Ma allora perchè in molti ci cascano?
Perchè l’apprendimento strumentale è più facile da perseguire all’interno del proprio contesto. Si ha un vantaggio iniziale che dà l’illusione che quella sia la via migliore, perchè permette di ottenere la risposta corretta più rapidamente e facilmente.
Le conseguenze non si manifestano subito, ma è inevitabile che presentino il conto, e, come abbiamo visto, non solo comprometteranno il rendimento nella materia ma avranno conseguenze anche a livello emotivo esponendo gli allievi al rischio di sviluppare ansia e rifiuto della materia.
Bibiografia
Relational Understanding and Instrumental Understanding – Richard R. Skemp The Arithmetic Teacher, Vol. 26, No. 3 (November 1978), pp. 9-15 Published by: National Council of Teachers of Mathematics. http://www.jstor.org/stable/41187667
